Scrittura
Tecnica
Materiale di riferimento:
dispense “Saper comunicare”
Politecnico
di Torino, edizione 2003
Presentazione
a cura di G. Dodero, settembre-ottobre 2004
Perché Scrittura Tecnica?
n Perché leggere è un lavoro!
n Comunicare concetti precisi
n Usare il minimo dispendio di
parole
n Includere tabelle,
grafici, formule, elenchi puntati o numerati….
In
ogni caso occorre COMUNICARE:
Un
messaggio va espresso diversamente a seconda del
destinatario
n Dirigente
n Tecnico
n Utente non tecnico, cliente
Essendo
un discorso tecnico, occorre attenersi a normative
(quando esistono)
n Unità di misura, UNI-EN,
ISO, ecc
n Regolamenti interni
aziendali
n Documenti analoghi “ben
fatti”
Scrivere
una LETTERA:
n Indirizzare all’ente-azienda
+ “all’attenzione di”
n Specificare l’indirizzo del
mittente (oppure carta intestata aziendale)
n Riportare
tutti i
riferimenti, numeri di protocollo ecc.
n Oggetto
n Una formula
di apertura il più semplice possibile
Gentile signor Bianchi,
Egregio Ingegnere,
con il TITOLO ESATTO (dott-ing-rag-…)
n Il testo
della lettera deve trattare UN SOLO ARGOMENTO e spesso conterrà un solo
capoverso o due.
(se mettiamo insieme diversi argomenti,
complichiamo il lavoro al destinatario, che potrebbe non essere competente per
tutti quanti!)
n Una formula
di chiusura ed eventuale ringraziamento, anch’essa semplicissima
Con i migliori saluti
DA EVITARE ASSOLUTAMENTE
n Piaggeria
n Burocratese
n Commercialese
Esempio di lettera mal
fatta:
GROfficina
Meccanica Via Alba, 100 — 10095 Rivoli tel. 958 00 00
Egregio
Rettore del Politecnico
Torino
Il
sottoscritto si rivolge alla S.V. Ill.ma perché deve
far tarare il manometro con scala da 0 a 100 ate quì allegato e prega pertanto di trasmetterlo al
laboratorio che se ne può occupare
Vorrei
con l’occasione chiederLe di farmi inviare i programmi
dei corsi di diploma e cioé della cosidetta
laurea breve, di cui ho sentito parlare sui giornali, che interessano a mio
nipote.
Avendo
infine sentito parlare del COREP, pregasi mandarci notizie sulla sua attività/.
Cordialmente
G.
Rossi
Rivoli,
15 novembre 1993
1. Non si scrive Egregio
Rettore!
2. Contiene tre argomenti, di
competenza di tre uffici diversi
3. SV Ill.ma,
poi lei, poi impersonale: stile confuso!
4. Il sottoscritto, io, noi:
chi è l’autore?
5. Non c’è un Oggetto (ce ne
sono tre!)
6. Errori di ortografia,
punteggiatura e accentazione
Una lettera migliore è la seguente:

Scrivere una email al posto di una lettera??
Attualmente si può fare, ma occorre rispettare le stesse regole di cui sopra:
n oggetto della email
(occhio ai filtri antispam)
n identificarsi ed identificare il
destinatario
n SALUTARE E FIRMARE
Si può fare poi un reply allegando (sotto) l’email
originaria, ma è meglio evitare di fare messaggi con 5-6 Re: lunghi 120K solo per aggiungere una riga!
Scrivere una relazione
tecnica
n Perizia o collaudo
(destinatario esterno)
n Rapporto tecnico,
documentazione di un progetto (destinatario interno)
n Prova finale o tesi di
laurea (destinatario interno)
n Manuale d’uso (destinatario
esterno)
Caso
particolare, scrivere un curriculum
(dovreste
averlo appreso a Cultura Aziendale!)
Attenzione: il curriculum DEVE essere
accompagnato da una lettera di autopresentazione, che deve essere “personalizzata”
a seconda del destinatario (spesso deve essere adattato anche il CV!).
Trovate
diversi esempi nelle dispense, da seguire e da evitare!
Esporre
una relazione tecnica
n Seminario didattico
n Presentazione (a colleghi, a
clienti, a superiori)
n Prova finale/Tesi
Preparazione:
n informarsi del tempo a disposizione e
dell’attrezzatura disponibile (lavagna, proiettore, pc,
software, periferiche)
n preparare lucidi (se possibile con
appositi software, altrimenti “a mano”)
n provare la durata del discorso e se
si sfora riorganizzare il materiale!!!
n Se si usano trasparenze,
ricordarsi che lo schermo è quadrato
n Massimo 10 righe per lucido con font almeno 20
pt
n Sfondo leggibile
n Non esagerare con marchi e
loghi aziendali
n Non esagerare con animazioni
(un pochino suscita interesse, troppo distrae)
Font 22
Caso particolare, la presentazione
di una tesi:
n cosa si voleva ottenere
n come lo si è fatto (a grandi
linee)
n cosa si è ottenuto
Preparazione di un rapporto tecnico
Un lavoro eccellente presentato male non viene valutato quanto merita
Un lavoro mediocre presentato bene può facilmente
“superarlo”!
· Letterarie
· Strutturali
· Grafiche
Le
regole che elencheremo (anche attraverso esempi) dovrebbero essere già note, ma
in pratica spesso non sono applicate dagli studenti (e non solo)
Ogni
scritto tecnico deve essere strutturato!
Dal
generale al particolare, troveremo
· Parte (Part)
· Capitolo (Chapter)
· Paragrafo (Section)
· Sottoparagrafo (subsection)
· Sotto-sottoparagrafo (sub-subsection)
· Capoverso (paragraph)
A seconda della dimensione e del contenuto una di queste suddivisioni potrebbe non
esserci
· nella tesi difficilmente si
suddivide in parti, ma soltanto in capitoli
· un paragrafo di 10 righe non
si divide in sottoparagrafi
Tutte
queste entità devono essere numerate in maniera gerarchica e dotate di
un titolo,
fanno eccezione certi capitoli “speciali” come la Bibliografia, e i capoversi che in genere non si numerano.
La
stesura del rapporto comincia scrivendo l’indice
e strutturandolo.
Esempio
(tabella 2.1 pagina 15)

Le
norme ISO prevedono un elenco di
· Figure
· Tabelle
· Simboli
Se
vi abituate è meglio, ma non è obbligatorio.
Fatto
l’indice, si passa alla scaletta, ovvero
elencare più in dettaglio cosa si inserisce in ogni
elemento.
Naturalmente
si cambia la struttura se mentre si approfondiscono i vari punti si trova una
migliore organizzazione!
· consente di NON scrivere
necessariamente i capitoli nell’ordine,
· evita di ripetere un concetto più
volte,
· evita di utilizzare concetti
definiti dopo l’uso
Un
indice NON e’ un diario
· evitare di esporre stile
cronologico (cap.1=lavoro fatto ad aprile; cap.
2=lavoro fatto a maggio ecc.)
· non inserire le alternative
esplorate e poi scartate se non in apposite sottosezioni (deve essere chiaro di
cosa si parla!)
La regola aurea:
ogni scritto (ed ogni
parte dello scritto) si divide in tre parti:
· introduzione,
· svolgimento,
· conclusione.
SE
NON CI RIUSCITE ci potrebbe essere un problema
(es. nella suddivisione, o nella vostra comprensione
del contenuto!!!)
· si inizia con un
capoverso che espone il concetto chiave,
· lo si motiva nei capoversi
successivi,
· si conclude con un
capoverso conclusivo.
Le
parti più tecniche e più corpose vanno a finire nelle appendici:
· dimostrazioni di teoremi
· strutturazione in pseudocodice,
· listati,
· calcoli, uscite del programma, ecc.
Serve
a far comprendere se il documento deve essere letto tutto o no.
Normalmente da 250 a 500 parole, senza figure o tabelle.
L’Introduzione
Deve
contenere
· Oggetto
· Obiettivi
· Relazione con altri lavori
· Metodo
Non
deve contenere
· Il sommario
· Teoria
· Metodo
· Risultati
· Conclusioni
Può concludersi
con un breve riassunto dei capitoli seguenti.
· Destinato ad un esperto
della materia, non deve contenere “cose note”.
· Rimanda i dettagli tecnici
alle appendici.
· “una figura vale più di
mille parole”
Il
resto dipende dai casi…
Conclusioni
In
genere è un capitolo molto breve
· Confronto tra scopi e
risultati ottenuti
· Commento critico dei
risultati
· Commento sulle parti non
approfondite
· Sviluppi futuri possibili
· Dimostrazioni matematiche
· Listati dei programmi
· Tabulati, tracciati di
strumenti, tabelle di misure ecc.
· In ordine alfabetico per
autore ed anno [Gianuzzi 2004]
oppure
· In ordine di citazione [1]