1)-Verifica dello stato di avanzamento del progetto;
2)-Specifiche del software prototipale;
3)-Strutturazione della pagina web.
Per quanto riguarda il punto 1) è stato constatato che, nel corso dei primi sei mesi, si sono sviluppati i contatti tra le varie Unità, così come programmato nella riunione preliminare, e che tali contatti hanno già permesso di conseguire primi interessanti risultati e di individuare nuove e promettenti linee di ricerca. Una descrizione più particolareggiata è contenuta nelle relazioni semestrali delle varie Unità, allegate al presente verbale. Vengono qui riassunti unicamente i punti essenziali.
Nell'ambito dell'imaging SPECT essi sono:
A)- Parallelizzazione del software sequenziale: sono stati rielaborati i codici sequenziali sviluppati a Firenze e Genova al fine di facilitare il successivo porting sulle macchine parallele dell'Unità di Napoli (BEOWULF a 32 processori e SP2 dell'IBM); su queste è già stato effettuato il porting di un codice 3D, basato sul gradiente coniugato (CG) e sviluppato a Firenze per il Cray T3D.
B)- Nuovi metodi di riduzione dati: è iniziata una collaborazione tra le Unità di Genova e Firenze per elaborare una versione del modello a pixel naturali adatta all'analisi di dati SPECT reali; l'Unità di Pisa ha effettuato un primo studio delle strutture del modello fornendo indicazioni sugli algoritmi che possono sfruttare tali strutture. L'Unità di Napoli ha avviato l'applicazione alla SPECT del metodo di Total Variation (TV).
C)- Coregistrazione di dati SPECT e MR: è stato proposto da P. Calvini dell'Unità di Genova un metodo per migliorare la qualità delle immagini SPECT qualora siano disponibili immagini a risonanza magnetica (MR) coregistrate; è stata avviata l'utilizzazione di tali immagini nell'ambito del programma di diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.
D)- SPECT dinamica: sono state individuate nuove linee di ricerca sui metodi per l'analisi di dati SPECT dinamici con traccianti della funzionalità renale; tale attività riguarderà principalmente le Unità di Firenze e Genova; è stata inoltre concordata con i medici nucleari di Firenze l'acquisizione di dati per la validazione dei nuovi metodi.
E)- Interfaccia grafica: sono stati effettuati, da parte dell'Unità di Firenze. alcuni primi plugins intorno a ImageJ, un programma Opensource in JAVA.
Nell'ambito delle altre modalità di imaging i punti più rilevanti sono i seguenti:
A)- Estensione da parte dell'Unità di Bologna del metodo RIGR per la ricostruzione di immagini MR funzionali al caso in cui le funzioni base sono B-splines di grado 2 e 3.
B)- Avvio di una collaborazione tra le Unità di Bologna e Firenze finalizzata all'estensione del metodo RIGR alle acquisizioni superveloci EPI (Echo Planar Imaging).
C)- Avvio di una collaborazione tra le Unità di Bologna e Napoli nell'ambito dell'elaborazione di immagini ecocardiografiche; un primo risultato è la realizzazione di software per l'elaborazione multiscala di immagini 2D.
D)- Avvio di una collaborazione tra le Unità di Bologna e Pisa per la realizzazione di nuovi solutori per i sistemi lineari derivanti dalla discretizzazione dei modelli multiscala per immagini e sequenze di immagini.
E)- Programmazione di una collaborazione tra le Unità di Genova e Trieste volta allo studio di questioni di unicità per la risoluzione di un problema inverso di scattering 3D di interesse nell'ambito della tomografia a microonde a frequenza fissa.
F)- Sviluppo, da parte dell'Unità di Genova, di un modello lineare per la tomografia a microonde con impulso chhirp (CP-MCT).
Per quanto riguarda il punto 2), cioè le specifiche del software che
verrà sviluppato nell'ambito el progetto, viene unanimemente riconosciuto
che è ragionevole usare linguaggi diversi a seconda delle fasi del processo
di sviluppo.
Da un lato, per il software che deve essere utilizzato nella fase di effettiva
analisi delle immagini, è opportuno usare quei linguaggi come il C e
il FORTRAN che permettono il miglior utilizzo di tutta la mole di lavoro già
svolto e una maggiore efficienza. D'altra parte per la fase di analisi, sviluppo
e documentazione degli algoritmi, l'uso di linguaggi più moderni e versatili
come MATLAB e JAVA (e XML) dovrebbe permettere una più rapida sperimentazione
e un più agevole trasferimento di conoscenze.
In particolare i codici SPECT sequenziali e paralleli saranno in FORTRAN e C mentre la gestione dati SPECT sarà in JAVA. Saranno pure in C i codici relativi al modello a pixel naturali, all'ecografia 3D e alla tomografia a microonde con impulso chirp. Saranno invece in MATLAB i codici per la risonanza magnetica funzionale dato che, in questo caso si fa riferimento al tool MRITOOL. Infine La libreria sulle matrici strutturate sviluppata dall'Unità di Pisa saràprobabilmente in JAVA con interfaccia di scambio XML.
Per quanto riguarda il punto 3), sono stati discussi e chiariti i contributi che dovranno essere forniti dalle Unità di ricerca ai vari punti del menu della pagina web. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti richiesti saranno inviati a Paola Bonetto dell'Unità di Genova.
Last updated: September 9, 2003