Seminar Details
| Date |
19-11-2009 |
| Time |
14:30 |
| Room/Location |
DISI - Aula 214, 2° piano |
| Title |
Esistono contraddizioni matematicamente positive? |
| Speaker |
Antonio Vincenzi |
| Affiliation |
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| Link |
https://www.disi.unige.it/index.php?eventsandseminars/seminars
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| Abstract |
E’ dal XIV secolo che le contraddizioni vengono considerate delle patologie matematiche. In
quegli anni Giovanni di Cornovaglia (forse riprendendo idee formulate due secoli prima da Guglielmo di
Sassonia), scoprì che da una contraddizione si può dedurre ogni affermazione, rendendo così inutile ogni
ragionamento deduttivo. Naturalmente il ragionamento di Giovanni di Cornovaglia si basava su alcune
ipotesi. Così, tutti coloro che hanno ritenuto che le contraddizioni potessero avere un valore matematico
positivo hanno cercato di superare il suo argomento indebolendone le ipotesi. Ora fin dall’inizio è stato
chiaro che tra queste ipotesi c’erano la legge di non contraddizione, quella del terzo escluso e l’usuale
definizione di deduzione, che, insieme, costituiscono il nucleo delle logiche classiche. Per questo, molti
tentativi di sviluppare logiche positivamente contraddittorie si basano sull’indebolimento di queste ipotesi. Sfortunatamente queste stesse ipotesi sono molto ragionevoli e generali: la teoria degli insiemi, ad
esempio, le incorpora tutte e tre. Questo è il motivo per cui i tentativi non‐classici sono quasi sempre
lontani dalla pratica matematica e scientifica. Tuttavia — fortunatamente — il ragionamento di Giovanni di
Cornovaglia si basa anche su un’altra ipotesi nascosta: quella che le contraddizioni debbano essere
esplicitamente formulate in un linguaggio fissato a priori, ovvero che si generino in una situazione
linguisticamente rigida. Se invece si considera una situazione linguisticamente plastica (in cui si può
arricchire tanto il vocabolario che le regole grammaticali) si può ottenere una nuova forma di contrazioni
implicite, che non distruggono i ragionamenti deduttivi, ma si limitano a modificare alcune delle loro
caratteristiche generali. Questo permette di sviluppare, in ambito classico, moltissime logiche
positivamente contraddittorie (le quali possono risultare) interessanti in vari ambiti • Matematicamente, si può, infatti, dimostrare che le contraddizioni implicite possono essere risolte
attraverso un aumento di complessità logica, che questo avviene esattamente in due modi: arricchendo la
struttura linguistica di queste logiche contraddizioni oppure agendo sulla sua sottostante struttura
insiemistica, che la presenza delle contraddizioni del primo equivale a negare la formalizzabilità delle
situazioni che le generano.
• Filosoficamente, questo mostra che le logiche ‘plastiche’ possono essere considerate una buona
descrizione matematica della logica dialettica di Hegel.
• Applicativamente, i precedenti risultati permettono di individuare dei criteri generali relativi alla
rappresentabilità computazionale di un processo e di descrivere (e forse classificare) i fenomeni
determinati ma non deterministici, come quelli che si manifestano nell’evoluzione biologica o nella
meccanica quantistica. |
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