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Seminar Details


Date 7-4-2007
Time 12:00
Room/Location Aula Conferenze DISI (322, 3° piano)
Title The motor roots of action understandding
Speaker Corrado Sinigaglia
Affiliation Dipartimento di Filosofia - Università di Milano
Link https://www.disi.unige.it/index.php?eventsandseminars/seminars
Abstract Come comprendiamo il comportamento degli altri? Come riconosciamo che quelli che osserviamo non sono puri eventi fisici, ma movimenti intenzionali, ovvero come attribuiamo loro lo statuto di azioni? E come capiamo di quali azioni si tratta, ovvero come le identifichiamo come questa o quella particolare azione? È convinzione diffusa tra gli scienziati cognitivi, i filosofi della mente e i teorici dell’azione che tanto l’uno quanto l’altro aspetto della comprensione intenzionale dipendano dalla capacità di attribuire agli altri «stati mentali» quali credenze, desideri, intenzioni – nella fattispecie quegli «stati mentali» (quelle credenze, quei desideri, quelle intenzioni ecc.) che sono supposti essere all’origine del comportamento altrui e che per questo lo rendono intelleggibile ed eventualmente predicibile. Questa convinzione, tuttavia, è stata negli ultimi anni messa in discussione da una serie crescente di ricerche nell’ambito di quella che con felice espressione è stata chiamata la «neurofisiologia dell’azione». Lo studio delle proprietà funzionali del sistema motorio corticale e, ancor più, la scoperta di un tipo particolare di neuroni sensori-motori (i neuroni specchio) hanno, infatti, suggerito l’ipotesi che la comprensione delle azioni compiute da altri sia originariamente basata su un meccanismo in grado di «combinare direttamente» le rappresentazioni sensoriali delle azioni osservate con le rappresentazioni motorie di quelle azioni proprie dell’osservatore. Una simile ipotesi, ovviamente, non esclude che meccanismi assai più complessi, come quelli che sottendono i vari processi di «lettura della mente» possano avere e, di fatto, abbiano un ruolo, anche molto importante, nella comprensione intenzionale. Più semplicemente, essa sottolinea come la mentalizzazione non sia l’unica modalità di comprensione, né tanto meno quella primaria. Nella mia presentazione mi soffermerò sulle proprietà base dei neuroni specchio, nel tentativo di evidenziarne le possibili implicazioni circa la natura intenzionale dell’azione e della comprensione dell’azione. In particolare, cercherò di mostrare come l’analisi delle caratteristiche funzionali di tali neuroni e del loro meccanismo di «combinazione diretta» permetta di cogliere quella dimensione al contempo «intenzionale» e «motoria» che caratterizza ogni azione in quanto tale e che è comune tanto alla sua esecuzione in prima persona quanto alla sua comprensione quando essa è compiuta da altri – una dimensione intenzionale e motoria che non solo getta luce sulle forme base della cognizione sociale, ma permette anche di spiegare alcuni dei deficit più significativi di tale cognizione, a cominciare dall’autismo.
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